È mancato nella notte Franco Castrezzati, partigiano, sindacalista e testimone instancabile della battaglia per la verità. Nel ricordarlo con affetto, le Fiamme Verdi si uniscono al dolore di quanti ne piangono la scomparsa.
Nato a Cellatica il 21 aprile 1926, fin da giovane Franco fece esperienza dell’impegno civile per la libertà. Entrò come operaio alla Morcelliana, ambiente nel quale conobbe il mondo dell’antifascismo cattolico-democratico bresciano. Quando il regime della Repubblica di Salò tentò di arruolarlo, scelse la via più difficile: quella della disobbedienza. Catturato e imprigionato, riuscì a fuggire da un treno diretto verso il campo di concentramento e si unì ai partigiani delle Fiamme Verdi in Valle Camonica.
Con la Liberazione, la sua battaglia per la giustizia non si spense. Continuò nella parola e nell’azione, attraverso l’impegno nell’associazionismo partigiano e nel movimento sindacale. Attento ai diritti dei lavoratori e alle trasformazioni del Paese, contribuì alla nascita e alla crescita della CISL, portando nel sindacato la passione per la democrazia e la dignità del lavoro. Come responsabile della formazione e della comunicazione, fu tra i protagonisti del rinnovamento di una generazione sindacale che voleva coniugare libertà, solidarietà e responsabilità.
Il 28 maggio 1974, alle 10:12, mentre pronunciava il suo discorso durante la manifestazione unitaria antifascista in piazza della Loggia, una bomba esplose tra la folla. L’attentato neofascista strappò otto vite e ferì oltre cento persone. Da quel giorno, Franco Castrezzati divenne uno dei volti della memoria e della verità: non smise mai di chiedere giustizia, di difendere la democrazia, di testimoniare con la forza mite della ragione.
Lo ricordiamo oggi con riconoscenza profonda.
Uomo di fede e di libertà, seppe unire alla fermezza dei principi la gentilezza del tratto e la chiarezza del pensiero.
Ci lascia un’eredità di coerenza e di coraggio.
Grazie, Franco.
