Associazione

Brescia

aderente alla

Federazione Italiana Volontari della Libertà

Menu

Darfo e Artogne ricordano Antonio Lorenzetti e i Caduti per la Libertà

23 luglio 2026 — Come da tradizione ormai consolidata, le comunità di Darfo Boario Terme e Artogne si sono ritrovate per commemorare il partigiano Antonio Lorenzetti e gli altri Caduti per la Libertà del territorio: Antonio Cotti Cottini (Fiamme Verdi), Venturino Ottelli (Brigata Garibaldi), Giambattista Berardi e Liborio Ligustri (Divisione Acqui).

La manifestazione è stata organizzata dalle associazioni Fiamme Verdi, A.N.P.I. e A.N.E.I., in collaborazione con i Comuni di Darfo Boario Terme e Artogne, l’A.N.A. con i Gruppi Alpini di Artogne, Darfo e Fucine, e l’Associazione Divisione Acqui. A condurre la cerimonia è stato Luca Santi, responsabile ANPI Vallecamonica, con l’accompagnamento musicale del giovane trombettista Matteo Bianchi Zanni.

La giornata si è aperta a Darfo, in Piazza Medaglie d’Oro, con un omaggio floreale sotto la lapide che ricorda il luogo del martirio di Antonio Lorenzetti, recentemente restaurata. Il corteo si è poi spostato ad Artogne, dove si è svolta la parte centrale della commemorazione: omaggio floreale alla targa dei Caduti della Divisione Acqui presso le Scuole Elementari, corteo verso il Municipio con la posa di una corona al Monumento ai Caduti di tutte le guerre, alzabandiera e deposizione di una corona al Monumento “alla Libertà”.

La cerimonia si è conclusa presso il cippo che ricorda Luigi Perinelli, ucciso per rappresaglia davanti al cimitero di Artogne, dove don Fabio Mottinelli ha celebrato la Santa Messa in suffragio dei Caduti, seguita dalla lettura della Preghiera del Ribelle del Beato Teresio Olivelli e dall’omaggio floreale sulle tombe di Antonio Lorenzetti, Aldo Quetti e Cotti Cometti Virgilio.

Fabrizio Cavalli, delegato dai sindaci di Darfo (Dario Colossi) e Artogne (Barbara Bonicelli), ha sottolineato come queste commemorazioni, un tempo percepite quasi come formalità retoriche, abbiano oggi riacquistato un significato drammaticamente attuale, di fronte al ritorno di tensioni e conflitti nel mondo. Ha ricordato che pace, libertà e democrazia non sono conquiste acquisite per sempre, ma valori da coltivare e difendere, e ha rivolto un pensiero particolare ai giovani presenti, invitandoli a informarsi e a comprendere il legame tra passato e presente.

Il momento centrale della serata è stato l’orazione ufficiale di Lorenzo Feriti, che ha ripercorso la storia di Antonio Lorenzetti: la scelta della montagna a soli diciannove anni, le fughe dai reparti dell’esercito, l’ingresso nel gruppo partigiano C14 delle Fiamme Verdi, il sabotaggio a un treno merci tedesco e infine la cattura, le sevizie pubbliche e la fucilazione a Darfo, nel luogo dove oggi sorge il cinema Garden. In suo onore una delle brigate della Divisione Fiamme Verdi Tito Speri prese il nome di “Brigata Lorenzetti”, insignita nel 1986 della medaglia d’oro dal Comune di Artogne.

Feriti ha esteso il ricordo a Luigi Perinelli e ai caduti della Divisione Acqui, richiamando i grandi numeri della Resistenza italiana: 44.700 caduti, 21.200 tra mutilati e invalidi, 35.000 donne partigiane (di cui migliaia arrestate, deportate o fucilate), 36.000 civili trucidati, decine di migliaia di deportati nei lager e oltre 400 stragi naziste e fasciste compiute in Italia tra il 1943 e il 1945.

Da questa memoria storica, l’oratore ha sviluppato una riflessione sul presente: la necessità di difendere le origini antifasciste e democratiche della Repubblica, nata dalla Costituzione del 1948; la preoccupazione per un certo revisionismo diffuso; l’importanza del ruolo super partes del Presidente della Repubblica come previsto dall’articolo 87 della Costituzione; e un appello a una politica capace di parlare con chiarezza ai giovani, spiegando temi come la fiscalità e l’uguaglianza senza linguaggi escludenti. Feriti ha citato anche un articolo di Vito Mancuso sulla cultura come strumento di libertà, concludendo con un invito a considerare la Resistenza non come storia chiusa, ma come fondamento vivo dell’identità nazionale.

La cerimonia si è chiusa con la Santa Messa officiata da don Fabio Mottinelli, la lettura della Preghiera del Ribelle e l’omaggio floreale finale sulle tombe dei partigiani, in un momento di raccoglimento che ha unito il ricordo religioso a quello civile.