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Mortirolo Summer School 2026: quando la memoria diventa formazione

La memoria storica non è soltanto un patrimonio da custodire, ma uno strumento vivo capace di educare, interrogare il presente e costruire il futuro. È con questo spirito che il 24 e 25 luglio 2026 si è svolta al Passo del Mortirolo una nuova edizione della Mortirolo Summer School, promossa dall’Ecomuseo della Resistenza in Mortirolo insieme alle Fiamme Verdi, alle Commissioni Scuola e Cultura “Ermes Gatti” e “Dolores Abbiati”, ad ANPI, ANEI e agli Istituti Comprensivi del territorio.

L’iniziativa nasce dalla volontà di trasformare il Mortirolo, luogo simbolo della Resistenza italiana, in uno spazio permanente di studio, confronto e formazione. Un territorio che conserva ancora oggi le tracce materiali delle vicende partigiane, ma che soprattutto continua a trasmettere valori di libertà, democrazia e partecipazione attraverso un modello di “museo diffuso”, dove è il paesaggio stesso a raccontare la storia.

I maestri che hanno insegnato la libertà

Il tema scelto per questa prima edizione, “Dallo scaffale al cuore: l’uso didattico del documento”, ha posto al centro una figura spesso poco valorizzata nel racconto della Resistenza: quella dei maestri e degli insegnanti che, durante il fascismo e negli anni della lotta di Liberazione, seppero educare al pensiero critico, alla libertà e alla responsabilità civile.

Attraverso gli interventi di storici, studiosi, dirigenti scolastici e ricercatori sono state raccontate le vicende di uomini e donne che fecero della scuola uno strumento di emancipazione e di resistenza morale. Figure come Giacomo Cappellini e Antonio Schivardi , maestri e combattenti delle Fiamme Verdi, decorati con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, e la maestra Annetta Stefanini, impegnata nella diffusione della stampa clandestina, hanno restituito ai partecipanti il volto concreto di una Resistenza fatta anche di educazione, coraggio e responsabilità.

Le relazioni hanno inoltre ampliato lo sguardo al contesto europeo, mettendo in luce il ruolo svolto dagli insegnanti che si opposero ai totalitarismi, dimostrando come la scuola possa diventare un presidio fondamentale della democrazia.

Un laboratorio per chi educa

La Summer School si è rivolta principalmente al mondo della scuola, offrendo agli insegnanti occasioni di aggiornamento professionale e nuovi strumenti per affrontare in classe i temi della storia contemporanea, dell’educazione civica e della cittadinanza attiva. L’obiettivo non era soltanto approfondire la conoscenza storica, ma trasformarla in esperienze didattiche concrete, capaci di coinvolgere gli studenti attraverso documenti, testimonianze e percorsi di ricerca sul territorio.

I materiali e le esperienze presentati durante il convegno sono stati infatti pensati come esempi replicabili nelle scuole, valorizzando metodologie attive e partecipative che mettono gli studenti al centro del processo di apprendimento.

Camminare nella storia

La seconda giornata ha portato i partecipanti fuori dalla sala convegni e dentro i luoghi della memoria. L’escursione alla Casa Comando delle Fiamme Verdi e ai siti delle battaglie partigiane del Mortirolo ha permesso di leggere il paesaggio con occhi nuovi, comprendendo come i luoghi possano diventare documenti storici a cielo aperto.

Camminare lungo quei sentieri significa dare concretezza ai racconti ascoltati il giorno precedente, comprendere le difficoltà affrontate dai partigiani e percepire il profondo legame tra ambiente, storia e memoria che caratterizza l’Ecomuseo della Resistenza.

Un successo oltre le aspettative

L’edizione 2026 della Mortirolo Summer School ha registrato una partecipazione significativa, con 57 iscritti tra studenti, insegnanti, dirigenti scolastici, amministratori locali, volontari delle associazioni culturali e cittadini interessati. Le relazioni sono state particolarmente apprezzate per il rigore scientifico, la qualità espositiva e la capacità di stimolare il dibattito.

Molto positivo anche il riscontro finale dei partecipanti, che hanno evidenziato come l’iniziativa abbia saputo coniugare formazione, approfondimento storico e occasioni di incontro tra persone provenienti da esperienze diverse. Un confronto che rappresenta uno degli aspetti più preziosi della Summer School e che rafforza il ruolo dell’Ecomuseo come punto di riferimento culturale per il territorio.

Guardando al futuro

L’esito della Summer School conferma che esiste un forte interesse per percorsi di alta formazione dedicati alla storia della Resistenza e alla didattica della memoria. Per questo gli organizzatori hanno già espresso la volontà di riproporre l’esperienza nei prossimi anni, ampliando ulteriormente l’offerta culturale e coinvolgendo un pubblico sempre più ampio.

Perché la memoria non appartiene soltanto al passato. È un patrimonio vivo che continua a parlare al presente e che trova nella scuola, nella ricerca e nei luoghi della storia gli strumenti migliori per essere trasmesso alle nuove generazioni.