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Appuntamento a Barbaine il 10 ottobre 2021

Il sacrario della Brigata "G. Perlasca" di Barbaine

Il sacrario della Brigata “G. Perlasca” di Barbaine

Con grande attenzione e nel rigoroso rispetto delle disposizioni vigenti per contrastare l’epidemia da COVID-19, anche quest’anno, nella seconda domenica di ottobre, si svolgerà l’annuale cerimonia in ricordo dei Caduti della Brigata “G. Perlasca” delle Fiamme Verdi; l’appuntamento è per domenica 10 ottobre 2021 a Barbaine di Livemmo.

Oratore ufficiale sarà il dott. Federico Manzoni, assessore del Comune di Brescia e delegato dell’Associazione “Fiamme Verdi”; come ormai tradizione, a fianco dell’orazione ufficiale alcuni studenti dell’IIS “G. Perlasca” interverranno per commemorare i Caduti per la Libertà.

La cerimonia, organizzata dalla Comunità Montana di Valle Sabbia e dal Comune di Pertica Alta in collaborazione con l’Associazione Fiamme Verdi, è un’occasione importante per ricordare le partigiane e i partigiani di quelle montagne che hanno lottato, sofferto e dato la vita per la Libertà.

Qui di seguito trovate la locandina con il programma:

 

Il programma della manifestazione

Il programma della manifestazione

Il discorso ufficiale di Fausta Gulberti al Mortirolo, 5 settembre 2021

Fausta Gulberti, oratore ufficiale della cerimonia

Fausta Gulberti, oratore ufficiale della cerimonia

“Oratore ufficiale”… Un ruolo importante, impegnativo, che ha visto, nel tempo, figure eccellenti parlare tra queste montagne. Non vi nascondo che essere qui oggi a riflettere insieme a voi sull’importanza di questa celebrazione annuale è per me un onore e mi emoziona.

Vi sarete chiesti anche voi, perché, a una persona come me, nata alcuni anni dopo gli eventi che oggi ricordiamo, tocchi parlare di fatti che potrebbero sembrarle estranei… ma qui, fra i tanti che hanno combattuto, c’era un giovane che occupa un posto speciale nel mio cuore; c’era mio padre, 17 anni e tanta voglia di vivere messa a rischio dagli eventi a cui aveva coscientemente deciso di partecipare.

Questo legame profondo tra me e questa ricorrenza è il motivo principale che mi ha portata ad essere qui oggi.

Anche quest’anno, seppur con le dovute cautele dettate dalla situazione sanitaria in cui ci troviamo, non abbiamo voluto rinunciare al doveroso omaggio a uomini e donne che con coraggio hanno qui vissuto la resistenza tenendo alti i valori della dignità e della libertà.

La Resistenza, uno degli eventi più eroici della storia della nostra Patria.

Uomini e donne, coraggiosi e altruisti, si sono schierati contro le discriminazioni violente dell’oppressione fascista.

Quegli uomini e quelle donne hanno abbandonato le loro case… i loro affetti, molti di loro hanno abbandonato la spensieratezza della gioventù, hanno resistito e ci hanno fatto il dono prezioso della Libertà, della Democrazia e della nostra Costituzione, che abbiamo il dovere di difendere e diffondere. ci hanno fatto dono di così alti valori, a noi spetta il compito di difenderli da chi li strumentalizza!

Nel suo celebre discorso ai giovani studenti di Milano, nel 1955, Pietro Calamandrei, parlando loro della Costituzione, ebbe a dire queste parole:

Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione, dietro ad ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento….giovani come voi, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta, che non è una carta morta: è un testamento, un testamento di centomila morti.

Parole forti che ci fanno riflettere, oggi come ieri.

È quindi nostro dovere ricordare, perché solo facendone memoria non voltiamo le spalle a chi ha sacrificato la vita per noi.

La loro Resistenza fu ribellione alle ingiustizie, fu desiderio di costruire un mondo migliore, un mondo giusto.

Scriveva il giovane Bortolo Fioletti (Poldo):

Cara mamma, non piangere per me, perdonami e pensa se fossi tra coloro che martirizzano la nostra gente… Io sono qui per nessun altro scopo che la fede, la giustizia e la libertà, e combatterò sempre per raggiungere il mio ideale. Presto verremo giù e vedrai che uomini giusti saremo! Allora si vivrà con la soddisfazione di vivere e non con l’egoismo di oggi.

Parole semplici ma dense di significato, che esprimono alcuni dei fondamentali principi su cui si è basata la lotta partigiana.

Ci commuoviamo ogni volta che la sentiamo e nei nostri cuori generano sentimento di profonda gratitudine nei confronti dei nostri ribelli.

Poldo non è più sceso da queste montagne; è morto in battaglia. Aveva 19 anni;  come 19 anni aveva Luigi Calvi; 19 anni Bortolo Bigatti; 18 anni Enrico Buila; 18 anni Costante Pianta, solo per citarne alcuni.

Il loro sacrificio e quello di tutti i partigiani, ci permette di vivere «con la soddisfazione di vivere».

Quanti uomini, mentre combattevano, avranno pensato alle loro mamme, alle loro fidanzate, alle loro spose, alle loro sorelle.

Ricordiamoci anche del ruolo di migliaia di donne che parteciparono alla Resistenza Italiana ed Europea.

Donne che solo sostituirono gli uomini nel loro lavoro per il mantenimento della famiglia, ma presero parte attiva e consapevole alla lotta , furono di sostegno concreto all’attività partigiana.

Attingo dal libro di Giuseppe Giovanelli, Fiamme Verdi:

Una presenza femminile notevole è quella delle infermiere partigiane. Spesso donne di paese che accudirono i feriti, portando una parola gentile di conforto e di fede, più efficace di una medicina. Sono anche suore non solo coinvolte nella cura clandestina dei partigiani, ma nella stessa attività cospirativa. Poi ci sono le staffette… Le nostre magnifiche staffette meriterebbero una storia a parte ed un maggior riconoscimento. Occorreva più coraggio per fare la staffetta che per fare il partigiano in montagna.

Queste sono parole di don Domenico Orlandini, il comandante “Carlo” della 284° brigata Fiamme Verdi “Italo”, operante sulla montagna reggiana.

Ci furono poi donne che abbracciarono la lotta partigiana armata, divenendo vere e proprie combattenti.

Queste donne, ognuna nel proprio ruolo, consapevoli del pericolo che correvano e facevano correre alle famiglie erano mosse da un unico grande obiettivo finale: LIBERTÀ… LIBERTÀ PER TUTTI.

Libertà. Mai come oggi, riusciamo a comprendere totalmente il valore di un concetto così – apparentemente – astratto.

Proviamo a considerare la Libertà non come un diritto scontato e acquisito ma come un dovere che richiede continuo impegno da parte di TUTTI NOI.

È un bene prezioso, la Libertà di cui tutti dobbiamo prenderci cura: per non vanificare i sacrifici di chi ha lottato e sacrificato la vita per farcene dono ed è dovere di ogni cittadino difenderla.

Ha bisogno di regole la Libertà, ed è necessario che queste regole vengano condivise e rispettate da tutti noi.

Concludendo, permettetemi: stringiamoci tutti in un virtuale abbraccio in ricordo di chi non c’è più, ma idealmente ci accompagna giorno per giorno, esortandoci a perseguire gli ideali di libertà e democrazia, che anche sotto questo cielo, tra queste montagne hanno visto la luce.

Fiamme Verdi in Mortirolo 2021 – Breve resoconto e immagini della giornata

Sono passati 77 anni da quel settembre del 1945, quando per la prima volta le Fiamme Verdi ricordarono ufficialmente gli Amici caduti nelle battaglie combattute proprio su questi monti.

I loro nomi sono riportati, a perenne memoria su una targa posta dentro la Chiesetta di San Giacomo e sono incisi sul cippo che ricorda il primo luogo di sepoltura di questi nostri Patrioti Caduti:  Luigi Tosetti Maresciallo CC, Giuseppe Algeri, Luigi Calvi, Alessandro Danesi, Charles Douard, Bortolo Fioletti, Mario Gazzoli, Ersilio Manciana, Giovanni Marconi.

Queste le parole, anch’esse incise sul marmo, che li accompagnano:

Su questi monti le Fiamme Verdi della “Tito Speri” in memorabili battaglie vinsero e travolsero le forze dell’oppressione e della tirannia. Qui per la Patria e per la Libertà Caddero; e ancora, Raccolti nel Tempio antico pregano con il nemico fratello caduto, la Pace degli Uomini nella luce di Cristo.

Oggi le Fiamme Verdi tornano sui luoghi simbolo della propria identità, sui monti ventosi della Valle Camonica, per un appuntamento che è ormai tradizione in memoria dei caduti per la libertà. La chiesetta di San Giacomo è ancora una volta la cornice suggestiva di questa cerimonia, testimone oggi così come allora delle vicende di Uomini e Donne che hanno dato tanto, alcune addirittura la vita per donarci la libertà.

Virtualmente ma sentitamente presenti, sono in Mortirolo col pensiero anche Maria Carla Levi Sandri, figlia di Lionello Levi Sandri, il Capitano Sandro, comandante delle FFVV del Mortirolo; Lina Magoni, nipote del generale Romolo Ragnoli, comandante della Divisione FFVV “Tito Speri”; la partigiana Lina Tognoli; il partigiano Rocco Ramus; ci fa onore con la sua presenza Rosi Romelli, la partigiana più giovane d’Italia.

Mons. Tino Clementi, cappellano delle Fiamme Verdi, insieme a padre Mario Bongio, cappellano dell’Associazione Alpini di Sondrio, celebrano la Santa Messa in suffragio di tutti i Caduti. Accompagnano con canti e musica la cerimonia Lucia e le suore Sacramentine dell’Eremo dei SS. Pietro e Paolo di Bienno.

Dopo gli Interventi del Sindaco di Monno, Romano Caldinelli, del Presidente della Provincia, Samuele Alghisi, e di Roberto Tagliani, vice presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà, prende la parola per l’orazione ufficiale Fausta Gulberti a nome dell’Associazione (il suo discorso si può leggere qui).

Al termine dell’intervento, molto apprezzato, di Fausta, una delegazione formata dal Presidente della Provincia di Brescia, dal Sindaco di Monno, dal Presidente Fiamme Verdi di Brescia Alvaro Peli, dal Presidente ANPI Brescia Lucio Pedroni, dal Presidente ANPI Sondrio Egidio Melè e da Mons. Tino Clementi ha deposto una Corona sul Cippo dei Caduti.

Altri omaggi floreali sono stati posati sulle croci che segnano il luogo della morte dei Patrioti, omaggi, per ricordarne la Memoria e il Valore, in rappresentanza di tutte le Associazioni d’Arma presenti, dell’ANEI (Ex Internati), dei gruppi di Militari in Congedo, Carabinieri, Alpini, Fanti, Paracadutisti, dei Sindaci dei Comuni della Vallecamonica e della Valtellina, della Comunità Montana, e dei numerosi partecipanti alla cerimonia. Il tutto si è svolto nel pieno rispetto delle normative anti covid in vigore.

La cerimonia termina con l’impegno e l’auspicio di ritrovarci anche il prossimo anno su questi monti dove è nata la Libertà.
(Resoconto di Luigi Mastaglia)

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Alcune immagini della manifestazione:

L’alzabandiera

Momenti della cerimonia religiosa

Omaggio ai caduti con “Bella Ciao”

Il servizio di Teletutto – 5 settembre 2021

Ecco altre immagini:

“Fiamme Verdi in Mortirolo” ritorna il 5 settembre 2021

Anche quest’anno l’Associazione “Fiamme Verdi” di Brescia torna sui luoghi simbolo della propria identità partigiana, salendo sui “monti ventosi” della Valcamonica per il tradizionale appuntamento “Fiamme Verdi in Mortirolo”, in memoria dei Caduti per la Libertà.

Domenica 5 settembre 2021, a partire dalle ore 9:30, la chiesetta di San Giacomo in Mortirolo (comune di Monno) sarà la consueta cornice suggestiva della cerimonia, che ricorda le due battaglie campali combattute tra il febbraio e il maggio 1945. Dopo la Santa Messa celebrata dal cappellano delle FF.VV., mons. Tino Clementi, Fausta Gulberti terrà l’orazione ufficiale a nome dell’Associazione “Fiamme Verdi”.

Nel pieno rispetto della vigente normativa per il contenimento della pandemia da COVID-19, la cerimonia si svolgerà adottando tutte le cautele prescritte; i partecipanti sono quindi pregati di dotarsi di mascherina e di gel disinfettante per le mani e di osservare scrupolosamente le indicazioni sul distanziamento che saranno fornite in loco.

Qui di seguito trovate l’invito con il programma dettagliato:

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Inaugurato a Villa di Tirano il “Giardino della Memoria”

Il 2 giugno 2021 a Villa di Tirano si è inaugurato con una sobria ma partecipata cerimonia il “Giardino della Memoria”. La cerimonia prende le mosse dalle parole di Julius Fucik, vittima del regime nazista:

Vi chiedo solo una cosa se sopravvivete a questa epoca non dimenticate. Non dimenticate né i buoni né i cattivi. Raccogliete con pazienza le testimonianze di quanti sono caduti per loro e per voi.

Il “Giardino della Memoria” nasce per trasmettere l’impegno, l’onore e l’onere di insegnare e ricordare quel che è stato. La sua costruzione è stata voluta dal Comune di Villa di Tirano, dall’Ecomuseo della Resistenza in Mortirolo, dall’Associazione Fiamme Verdi, dall’Istituto comprensivo di Teglio e  dalla Scuola secondaria di primo grado di Villa di Tirano; nasce anche con il patrocinio dell’ANPI, dell’Associazione Carabinieri e Finanzieri in congedo, dell’ANEI di Valle Camonica, dei sindacati CGIL-CISL-UIL, delle ACLI Lombardia, dell’IsREC di Sondrio, dell’AREC di Brescia e degli Alpini di Valle Camonica, di Tirano-Aprica-Corteno Golgi e della sezione Fanti di Aprica-Edolo.

All’inaugurazione del giardino della memoria, hanno partecipato autorità militari, civili e religiose, a testimonianza del sacrificio e dell’impegno di tutti coloro che negli anni 1943-1945 diedero il loro fattivo contributo di quanti oggi, quindi anche noi, con la nostra presenza, sosteniamo il dovere della memoria, rinnoviamo i valori, nell’anniversario della proclamazione della Repubblica il 2 giugno, rinnoviamo i valori che furono dei nostri padri e oggi ci appartengono e che dobbiamo sentire come patrimonio comune.

Ecco alcune immagini della manifestazione:

Ricordando don Carlo Comensoli al Sacrario di “Santa Maria del Ribelle”

Giovedì 3 giugno 2021, presso la Chiesetta di Santa Maria del Ribelle (Sacrario delle Fiamme Verdi) sul Colle del Barberino, il Comitato permanente per la Celebrazione del 25 aprile di Cividate Camuno, l’Associazione “Fiamme Verdi”, l’ANPI e l’ANEI hanno ricordato la figura di don Carlo Comensoli, guida spirituale della divisione “Tito Speri” delle Fiamme Verdi in Valle Camonica, con una sobria manifestazione focalizzata nella celebrazione della Santa Messa in suffragio per i Caduti della Resistenza.

Proprio don Carlo, all’indomani della Liberazione, volle la realizzazione di questo sacrario, che racchiude le lapidi sulle quali sono incisi i nomi dei Caduti per la liberazione del nostro Paese dalle dittature fascista e nazista. Dovette insistere perché il sacrario fosse intitolato a “Santa Maria del Ribelle”, scontrandosi anche con alcune figure della gerarchia ecclesiale.

Nel suo intervento commemorativo,  Fabio Branchi (ANEI) ha voluto ricordare, accanto al sacrificio dei partigiani, quello degli internati militari italiani (IMI), che dissero “no” al nazifascismo, ne rigettarono le promesse e le lusinghe e fornirono un grande contributo alla sconfitta di quei regimi sanguinari, pagando un altissimo prezzo in termini di vite umane spezzate.

Nella galleria, alcune immagini della cerimonia.

 

Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il 2 giugno, 75° Anniversario della Repubblica

2-giugno-2021Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa della Repubblica, ha inviato un messaggio ai Prefetti d’Italia, affinché se ne facciano interpreti nelle iniziative promosse a livello locale nella ricorrenza del 2 giugno:

«Cari Prefetti,
Nel 75° anniversario della fondazione della Repubblica, desidero rivolgere il mio grato saluto a ciascuno di voi e, per il vostro tramite, a tutti coloro che svolgono pubbliche funzioni nelle diverse realtà territoriali.
La comunità nazionale, che intraprende il delicato percorso verso il definitivo superamento del periodo emergenziale, celebra quest’anno la ricorrenza del 2 giugno nel segno dell’impegno collettivo per il rilancio del Paese e della ricerca di nuove prospettive di sviluppo e modernizzazione.
Nei mesi scorsi, contrassegnati dalle complesse sfide della pandemia, la sinergia tra le Istituzioni, di cui i Prefetti e gli Amministratori locali sono stati attivi promotori, è stata un punto di forza essenziale per arginare la recrudescenza del contagio e assicurare la tenuta della coesione sociale.
Se ora possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro, è soprattutto grazie alla ricchezza di risorse che il Paese ha saputo trovare o riscoprire e all’apporto unitario che ciascuno, non senza sacrificio, ha offerto.
La mia gratitudine va a ciascun cittadino che, con il proprio senso civico e il rispetto delle regole, ha dato il suo personale contributo alla lotta contro il virus. Il mio pensiero, in particolare, è per gli anziani e i giovani, radici e futuro della Nazione, che hanno subito in modo rilevante, nei propri percorsi di vita, l’impatto della crisi.
Nella Festa della Repubblica, il nostro commosso omaggio va a coloro che, ancora in molti, sono stati colpiti dal contagio e hanno perso la vita, con un carico di sofferenza che appartiene a tutta la collettività.
Della comune tensione alla ripresa, sono indice, in particolare, gli sforzi profusi sul territorio per assicurare efficienza alla campagna vaccinale, un ritorno a condizioni di normalità in ambito scolastico e il graduale riavvio di tutte le attività economiche, sociali, culturali.
Il Paese è ora di fronte ad opportunità di ampio respiro, grazie anche alle pianificazioni e agli investimenti a livello europeo.
In questa delicata fase, cruciale è il ruolo svolto dai Prefetti e da quanti esercitano una funzione pubblica, chiamati a sostenere le iniziative promosse per la ripartenza, il cui buon esito dipenderà dal contributo di tutti e dalla complessiva capacità di fare rete delle componenti istituzionali e della società civile.
Nell’anno in cui celebriamo anche il centosessantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, merita di essere richiamata la prima vocazione del Prefetto, quella di rendere prossimo alle singole comunità lo Stato, che viene “rappresentato”, reso presente, nel contesto locale. È un compito di altissima responsabilità, che svolgete a favore dell’unità e della coesione e che vi rende interpreti attenti delle istanze territoriali nonché qualificati interlocutori del sistema delle autonomie e dei cittadini.
Con l’auspicio che la Festa della Repubblica possa essere l’occasione di una rinnovata riflessione sui valori di libertà, uguaglianza e democrazia alla base della scelta repubblicana e della Carta costituzionale, punto di sicuro orientamento anche nell’attuale passaggio storico, rivolgo a voi Prefetti e a tutte le Istituzioni locali i più sentiti auguri di buon lavoro».

 Roma, 01/06/2021

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Il Presidente Mattarella

Gli scout lombardi a Provaglio Val Sabbia, sulle orme dei partigiani

Nel weekend di sabato e domenica 8-9 maggio 2021 si è svolto l’EPPPI (Eventi di Progressione Personale a Partecipazione Individuale) dal titolo “Sui monti ventosi”; un workshop con lo scopo di sensibilizzare gli scout dell’AGESCI provenienti da tutta la Lombardia sul tema della dittatura nel ventennio fascista e della Resistenza. Il campo era destinato a ragazze e ragazzi dai 16 ai 21 anni e si è svolto sul territorio del comune di Provaglio Val Sabbia, luogo di combattimenti durante la guerra di liberazione, dove sono stati uccisi molti partigiani dai nazifascisti.

L’evento è stato l’occasione per incontrare , in videoconferenza trasmessa su uno schermo, la novantenne staffetta partigiana  Elsa Pelizzari  (nome di battaglia Stella), che ha raccontato ai Rover e alle Scolte il suo contributo alla Resistenza. Nel racconto Elsa si è soffermata a ricordare non solo le azioni militari, ma anche lo spirito di libertà che guidava i partigiani.  I ragazzi hanno posto numerose domande ad Elsa che li ha spronati ad un impegno in ambito sociale e politico per continuare a portare avanti i valori della Resistenza.

Al termine della testimonianza di Elsa i ragazzi hanno incontrato Giovan Battista Guerra, sindaco del comune di Barghe e membro del direttivo provinciale delle Fiamme Verdi.

Durante la serata è stata organizzata una Veglia Rover, attività che ha lo scopo di far conoscere ai giovani scout le figure significative delle Fiamme Verdi (Laura Bianchini, Teresio Olivelli, Astolfo Lunardi e molti altri) e si è presentato il giornale clandestino “il ribelle”. Attraverso una loro elaborazione personale, i ragazzi hanno rappresentato queste figure della Resistenza e si sono trasferiti nella frazione di Cesane, località presso la quale sono stati barbaramente uccisi 10 partigiani della Brigata “Matteotti”. Alla fine della veglia, dopo un momento di preghiera davanti al monumento ai caduti, è stato suonato il silenzio.

Il giorno successivo i ragazzi si sono recati sul monte Besume, luogo dove sono stati catturati i partigiani della Brigata “Matteotti” trucidati a Cesane; in cima a questo monte don Lorenzo Bacchetta ha celebrato la Messa. I ragazzi hanno poi riflettuto sull’attualità della Resistenza e su come oggi si debba agire da “buoni cittadini”,  attraverso gli strumenti della partecipazione, dell’impegno civile e della politica, per garantire la democrazia e la libertà al nostro Paese.

Pietro Ghetti

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Ecco alcune immagini delle due giornate:

A Pratolungo per ricordare il col. Lorenzini – 23 maggio 2021

Domenica 23 Maggio 2021 alle ore 9:30, presso il rifugio di Pratolungo, una Delegazione di rappresentanti delle Associazioni Fiamme Verdi, ANPI, ANEI, insieme ai Gruppi Alpini, alle Associazioni d’Arma, con le Amministrazioni Comunali di Angolo, Darfo Boario Terme e Borno hanno reso omaggio alla memoria del col. Ferruccio Lorenzini e dei Caduti della battaglia partigiana combattuta l’8 dicembre 1943, che fu il primo scontro armato in Valcamonica di una formazione partigiana organizzata contro i nazifascisti della Repubblica di Salò.

Alla presenza dei Sindaci di Borno e di Cevo hanno posato una corona d’alloro sul monumento che ricorda Alessandro Cavalli, Mario Voltolini, i russi Ivan e Stefano, Henrik Stefanic (Stefanic), caduti durante la battaglia e Giuseppe Marino Bonassoli, René Renault, Kostantinos Jorghu, fucilati a Brescia all’alba del 1° gennaio 1944 con il Colonnello, ed insieme a loro, per ricordare e rendere omaggio a tutti i Caduti per la Libertà.

Dopo l’alza bandiera e la posa della corona si è svolto un breve ricordo di quanto avvenuto nella località l’8 dicembre 1943, al quale si è unito il ricordo del 29° anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992) nella quale persero la vita Il Giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, servitori dello Stato uccisi dalla mafia per il loro impegno per la Giustizia e la Difesa delle Istituzioni Democratiche contro la criminalità organizzata, i servizi deviati, i politici corrotti.

Anche quest’anno, insieme ai Martiri della Resistenza, si sono ricordati Apollonio Ferrari e Francesco Dovina dell’ANPI di Angolo Terme insieme a Giovanni Bettoni e Raimondo Albertinelli delle Fiamme Verdi, promotori di questa Cerimonia, della ricostruzione della malga di Pratolungo e della realizzazione del monumento.

Con un breve saluto da parte dei Sindaci presenti e la lettura della Preghiera del Ribelle si è conclusa la breve ma significativa cerimonia in onore ai Caduti.

(Luigi Mastaglia)

* * *

Così don Carlo Comensoli ricorda nel suo diario la battaglia di Pratolungo dell’8 dicembre 1943:

È il giorno dell’Immacolata – piove e fa freddo. La nostra attenzione è richiamata dal fatto di alcune corriere cariche di fascisti armati che salgono verso Borno. Alla vigilia era arrivata notizia che un gruppo di partigiani capeggiati dal Colonnello Ferruccio Lorenzini era venuto dalla Val Trompia; attraverso la valle e a Darfo s’erano portati sui monti sopra Terzano. Con noi non vi era alcuna intesa, né avevamo ricevuto alcun avviso. Il fatto di quelle corriere di fascisti ci fa stare in sospeso e Ragnoli alle 8 se ne parte a piedi per Borno. Verso le 11 è già di ritorno. Porta notizie di sparatorie sentite e di voci imprecise circa morti e feriti. I fascisti erano saliti da Borno e da Terzano per chiudere in una morsa il gruppo del Colonnello Lorenzini e annientarlo. Giunti nei pressi di San Giovanni di Pratolungo, mercé l’opera di varie spie e traditori con a capo un certo Ghirardelli, protetti da una fitta nebbia i repubblicani iniziarono ad avanzare in ordine sparso. Si udirono alcune voci e i primi colpi d’arma automatica; il gruppo Lorenzini colto di sorpresa mentre stava facendo preparativi per uno spostamento venne accerchiato. I primi a cadere furono tre russi, un francese e un italiano che vennero di seguito orrendamente seviziati: il Tenente Voltolini Mario; Cavalli Alessandro; Stefani Enrico; Ivan (russo); anonimo (russo). Alcuni riuscirono ad aprirsi un varco approfittando della nebbia, altri si strinsero intorno al colonnello e spararono fino all’ultima cartuccia causando al nemico, secondo voci corse, la perdita di fascisti …

I catturati furono: Colonnello Lorenzini Ferruccio; Renault René; Questas Jorgu; Sbaraini Antonio; Gelmetti Ettore; Berardi Pierino; Gheda Giuseppe; Rossi Dante; Prosperi Girolamo; Castrezzati Paolo; Rallo Guido; Moneghini Mauro; Bonazzoli Giuseppe; Bartoli Vittorio; Bettoni Gian Maria; Galli Vittorio; Bottarelli Giuseppe; Bottarelli Alessandro; Mascherpa Tancredi.

I prigionieri vennero portati a Darfo in mezzo alle offese e ai dileggi di tutti i fascisti locali. Fu soprattutto il Colonnello quello che raccolse più abbondanti le percosse, gli sputi, le insolenze. Maramaldo sarebbe stato meno crudele. Le donne fasciste furono le più spietate.

Furono poi portati nelle carceri di Brescia. Di essi alcuni se la cavarono con poco. Il colonnello Lorenzini, il Bonazzoli, il Renault, Questas furono fucilati il 31 dicembre 1943. … Il tribunale speciale che li condannò era presieduto dal Colonnello Calvi.

[…] Il giorno dopo noi provvederemo a comporre, ciclostilare e diffondere nei paesi della valle il seguente volantino:

“Valligiani! Attraverso i rivoltanti episodi di bestiale ferocia avvenuti in questi giorni a Darfo e altrove, avete riconosciuto, se ancora ve n’era bisogno, il volto e l’animo del fascismo. Queste bestie che dopo aver venduto e trascinato un popolo sotto un giogo straniero, ora lo insultano e lo straziano con selvaggio furore, queste spie traditrici che per un vile interesse vendono il sangue degli innocenti, non hanno diritto di vita in mezzo al generoso popolo Camuno. Ogni fascista è un nemico in guerra. Un nemico che cerca di salvarsi dall’avversione di tutti gli onesti, terrorizzandoli, trincerato dietro fiumane di sangue sparso con rappresaglie perpetuate sugli inermi e sui prigionieri. Questi eccessi di bieco e vigliacco furore sono evidentemente le ultime convulsioni dello sciacallo presso a morire, ma ricordino i colpevoli dei massacri di Darfo e degli altri paesi, e le spie fasciste e tutti quelli che hanno manifestato la loro inumana approvazione, ricordino bene che la giustizia del popolo li saprà raggiungere e non potranno sottrarsi al meritato loro castigo. L’esercito regolare del popolo, che vuole essere italiano e libero non si lascerà sopraffare da un pugno di venduti e di traditori al riparo delle baionette straniere”.

 

 

Immagini dal 25 Aprile 2021

Pubblichiamo una galleria di immagini di questo 25 Aprile che ci sono giunte da amici e sostenitori.
Grazie a tutti e buona Festa della Liberazione! (la galleria è in continuo aggiornamento…

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