Una messa per ricordare i “Ribelli per Amore” e le FF.VV. vittime del COVID-19

Nella serata di sabato 8 agosto 2020, nella chiesetta dell’Eremo dei Santi Pietro e Paolo di Bienno, mons. Tino Clementi – cappellano dell’Associazione delle Fiamme Verdi – ha celebrato una Santa Messa in suffragio dei “Ribelli per Amore”, i partigiani combattenti per la Libertà “andati avanti” nel periodo della Resistenza; nell’occasione sono stati ricordati tutti i nostri associati rimasti vittime della pandemia di COVID-19, che ha sconvolto l’Italia ed il mondo intero.

Una pandemia che ha messo in risalto le nostre debolezze e ci sprona a cambiare.

Alla Santa Messa, tenutasi nel rigoroso rispetto delle disposizioni vigenti, hanno partecipato delegazioni delle Fiamme Verdi, dell’ANPI, dell’ANEI e delle associazioni degli Alpini, dei Fanti e dei Carabinieri in congedo.

Nella semplice ma significativa cerimonia mons. Tino Clementi ha ricordato tutti coloro che, con il loro sacrificio, ci aiutano ad apprezzare la vita, ci chiedono di essere solidali con chi soffre e ci spingono a operare per la pace.

 

A cura di Luigi Mastaglia

 

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Un momento della celebrazione all’Eremo

 

Fiamme Verdi in Mortirolo 2020 in diretta su Teletutto

Domenica 6 settembre 2020 torna l’appuntamento “Fiamme Verdi in Mortirolo”, con cui l’Associa­zione “Fiamme Verdi” celebra la memoria delle battaglie campali svoltesi tra febbraio e maggio 1945 sulle montagne camune, teatro di scontri durissimi e di eroici sacrifici di molte giovani vite.

Cornice consueta sarà la chiesetta di San Giacomo in Mortirolo (comune di Monno), ma la modalità dell’evento di quest’anno sarà del tutto nuova. In questo 75° Anniversario della Liberazione, funestato dalla pandemia per il COVID-19, la cerimonia in ricordo dei Caduti per la Libertà vedrà la partecipazione di persona di una ristretta delegazione, mentre lo svolgimento dell’intera manifestazione sarà trasmesso in diretta televisiva su Teletutto, nell’ambito della trasmissione “In piazza con noi”, in onda sull’emittente bresciana dalle 10:30 alle 12:30 di domenica 6 settembre.

Tutto ciò allo scopo di consentire il massimo rispetto delle norme di distanziamento sociale e dei protocolli sanitari anti-COVID, che non permettono lo svolgimento tradizionale e canonico della manifestazione; la diretta televisiva permetterà, pur in forma indiretta, la libera partecipazione di tutti, evitando ogni potenziale assembramento e/o situazione che possa favorire la diffusione del contagio.

Per le FF.VV. il rispetto delle regole è il primo insegnamento ricevuto dai partigiani e dalle partigiane che diedero la vita “sui monti ventosi e nelle catacombe della città”, come recita la Preghiera del ribelle di Teresio Olivelli. Onoriamo questo insegnamento, anche quale forma di rispetto per l’altissimo numero di vittime che il COVID ha procurato nei mesi scorsi nel nostro territorio.

La cerimonia si svolgerà secondo il seguente programma:

ore 10:30       Inizio del collegamento televisivo

ore 11:00       Trasmissione della Santa Messa celebrata da mons. Tino Clementi, cappellano FF.VV.

a seguire        Trasmissione della cerimonia civile (comprendente i saluti istituzionali, il discorso ufficiale pronunciato dalla partigiana Rosi Romelli e l’onore ai caduti).

 

Diffondete la notizia e sintonizzatevi domenica 6 settembre su Teletutto!

 

Associazione “Fiamme Verdi” – Brescia
Presidenza e Segreteria Provinciale

 

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Il nostro omaggio a Laura Bianchini

Nella giornata in cui si festeggia la nascita della Repubblica Italiana, il nostro presidente Alvaro Peli ha rappresentato tutte le Fiamme Verdi di Brescia, presso il Famedio del cimitero Vantiniano,  al ricordo per Laura Bianchini , una delle 21 donne elette all’Assemblea Costituente.

 

 

 

 

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“La Preghiera del Ribelle” in video

Care Amiche, Cari Amici,

in questo 25 Aprile così particolare, vi giunga il nostro affettuoso augurio di Buona Festa della Liberazione!

Per ricordare questo 75° Anniversario, i nostri giovani hanno realizzato due bellissimi filmati, diffusi sulla pagina Facebook dell’Associazione, con due versioni speciali e “partecipate” della Preghiera del Ribelle del Beato Teresio Olivelli.

Guardatele cliccando su questo link per il primo e su questo link per il secondo!

Condivideteli liberamente e… Buon 25 Aprile a tutti e a tutte!

Associazione Fiamme Verdi Brescia

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25 Aprile: “Non tradire più l’uomo”

Pubblichiamo volentieri la riflessione dell’amico Anselmo Palini comparsa su “La voce del popolo” di oggi, 23 aprile 2020 (n. 17, pag. 8).

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«Il motto con cui abbiamo fatto la Resistenza era: “Non tradire più l’uomo”. Resistenza era la scelta dell’umano contro il disumano, quale presupposto di ogni ideologia e di ogni etica personale. Se nel campo morale la Resistenza significò la rivendicazione della dignità umana uguale per tutti, e il rifiuto di tutte le tirannie, nel campo politico la Resistenza significò la volontà di creare una società retta sulla collaborazione volontaria degli uomini liberi».

Queste parole, pronunciate da padre David Maria Turoldo il 31 maggio 1985, in occasione di un incontro con gli studenti dell’istituto Castelli di Brescia, esprimono bene il senso e l’attualità del 25 aprile. Non un rito retorico e stantìo, ma l’occasione per riflettere sul nostro passato con lo sguardo però rivolto al presente e al futuro.

Nel suo intervento al Castelli, padre Turoldo ricordava una riflessione di Piero Calamandrei in cui si dice che le nuove generazioni «imparano, forse, chi è Muzio Scevola o Orazio Coclite, ma non sanno chi furono i fratelli Cervi; non sanno chi fu quel giovanotto della Lunigiana che, crocifisso ad una porta perché non voleva rivelare i nomi dei propri compagni, rispose: li conoscerete il giorno della Liberazione».
Non sanno, possiamo continuare noi, chi furono i “ribelli per amore”, chi furono Astolfo Lunardi ed Ermanno Margheriti, padre Manziana e padre Bevilacqua, Mario Bettinzoli e Giacomo Perlasca, Luigi Ercoli e Gian Andrea Trebeschi, Teresio Olivelli e Romolo Ragnoli, Emiliano e Federico Rinaldini, don Carlo Comensoli, don Giacomo Vender e padre Luigi Rinaldini, Ferruccio Lorenzini e Tita Secchi…, tutte persone che hanno pagato con la vita, con il carcere o con la clandestinità il proprio amore per la libertà. Ecco allora che il 25 aprile innanzitutto ci deve far ricordare da dove veniamo e ci deve aiutare a rinnovare la memoria di quanti hanno lottato per la liberazione dal nazifascismo. Poiché, come osserva Liliana Segre,«la memoria è l’unico vaccino che abbiamo contro l’indifferenza».

Ma la celebrazione del 25 aprile ci deve aiutare anche a capire meglio il presente e a progettare il futuro. Ha scritto don Primo Mazzolari: «I veri valori della Resistenza sono contenuti e difesi da questa formula evangelica: la verità non si difende con la menzogna, la giustizia con l’iniquità, la libertà con la sopraffazione, la pace con la guerra». È come dire, per usare le parole di papa Francesco ripetute anche nei riti del periodo pasquale, che «non abbiamo bisogno di muri e di reticolati, ma di ponti», che «non ci servono fucili e bombe ma pane e sanità».

Luisito Bianchi, autore de La messa dell’uomo disarmato, alla domanda «Quale fu la ragione della Resistenza?» ha così risposto: «Il pensare che era possibile un mondo che non fosse asservito ad un potere strumentalizzante l’uomo, un mondo in cui non ci fossero più guerre e ingiustizie, un mondo in cui ci fosse il riconoscimento di tutti, dove a un dovere corrispondesse un diritto e viceversa».
Ad ognuno di noi il compito di contribuire a realizzare tutto ciò.

Anselmo Palini

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Riflessioni sui Valori della Resistenza e delle Fiamme Verdi

Cliccando su questo link è possibile accedere al lavoro che i nostri ragazzi hanno svolto pensando, in particolare, ai gruppi scout di Brescia e del Sebino.

Riflessioni che, naturalmente, valgono e varranno sempre per tutti noi.

Li ringraziamo e li condividiamo volentieri con tutti voi, in occasione di questo 25 Aprile.

 

“Vedrai che uomini giusti saremo”. Lettere della Resistenza bresciana – 25 aprile 2020

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Il progetto di lettura collettiva “MAGIC BOX, ASCOLTA TI SENTO”, nato il 12 Marzo 2020 da un’idea di Beatrice Faedi e realizzato insieme a Tiberio Faedi, Elisa Lancini e SomebodyTeatro, su invito e in collaborazione con l’ASSOCIAZIONE FIAMME VERDI presenta

VEDRAI CHE UOMINI GIUSTI SAREMO
Lettere della resistenza bresciana

Letture a cura di Beatrice Faedi

con i contributi e la partecipazione libera dei lettori di Magic Box

Come celebrare oggi, in pieno tempo di reclusione da coronavirus, un anniversario importante come quello del 25 Aprile e della Liberazione? Quanto è necessario tenere viva la memoria in un momento in cui ci sentiamo sperduti e reclusi e i ricordi diventano parte ancora più viva, se possibile, dei nostri giorni? Il progetto di lettura collettiva Magic Box, quasi 600 iscritti e più di 100 partecipanti attivi, in questo mese di inattività forzata dove affidarsi alle pagine della letteratura è diventato per tanti un piccolo grande momento di sollievo e forza, dedica, su invito ed in collaborazione con le Fiamme Verdi, la giornata del 25 Aprile alla lettura delle lettere dei condannati della Resistenza bresciana.

Sabato 25 Aprile, senza soluzione di continuità, a partire dalle 9 del mattino, all’interno della piattaforma Magic Box https://www.facebook.com/groups/637681896793731/) che per l’occasione sovverte il suo palinsesto, sulla pagina Facebook dell’Associazione Fiamme Verdi https://www.facebook.com/pg/fiammeverdibrescia/posts/?ref=page_internal e su questo sito,  Beatrice Faedi leggerà, insieme a un testo di Giannetto Valzelli,  le lettere – spesso di giovanissimi (l’ultimo caduto della Resistenza, Bortolo Fioletti detto “Poldo”, aveva 17 anni, e il titolo dato all’iniziativa che vi presentiamo “Vedrai che uomini giusti saremo” lo dobbiamo alla sua penna) – raccolte nel libro, edito da Einaudi (prima ed. 1952) dal titolo Lettere dei condannati a morte della Resistenza Italiana, 8 Settembre 1943 – 25 Aprile 1945 a cura di Pietro Malvezzi e Giovanni Pirelli.

Il gruppo di lettori di Magic Box contribuirà a questa giornata partecipando con la lettura di brani scelti secondo suggestioni personali: sentiremo riecheggiare voci, racconti e narrazioni di una memoria viva e collettiva.

Le letture saranno rilanciate dai social media dell’Associazione “Fiamme Verdi”.

 

 

Il nostro saluto a Cesare Trebeschi

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Le Fiamme Verdi salutano con affetto e riconoscenza Cesare Trebeschi, che oggi ci ha lasciato.
Vogliamo ricordare l’Amico e la guida, sempre al nostro fianco e pronto a trasmettere anche alle nuove generazioni il valore dell’impegno e della libertà, grazie anche all’esempio della figura del padre Andrea, deportato e poi morto in campo di concentramento.
L’attività politica, vissuta nella sua accezione più alta ed i suoi insegnamenti morali rappresentano per noi un ricordo indelebile ed uno stimolo per mantenere nel tempo il nostro impegno in difesa dei valori della Resistenza.

 

Un messaggio e un augurio per la Pasqua 2020

Rendi nel dolore all’Italia una vita generosa e severa.

(Teresio Olivelli)

Care amiche, cari amici,

è passato oltre un mese da quando l’emergenza per il COVID-19 ci ha confinati dentro le nostre case.

Mai avremmo pensato di vivere, in un tempo così breve e dall’oggi al domani, una situazione tanto dura da sembrarci crudele.

Abbiamo visto scene di affollamento spaventato nei supermercati, nei negozi, sui treni, per cercare di sfuggire dall’ansia del contagio.

Abbiamo visto le nostre strade svuotarsi e le piazze diventare deserte e metafisiche.

Abbiamo visto le scuole, le università, i bar, i negozi, le diverse attività chiudere, una dopo l’altra.

Abbiamo visto gli ospedali riempirsi rapidamente e andare in sofferenza per i pochi posti letto disponibili.

Abbiamo visto i nostri conoscenti, i nostri amici, i nostri cari, specie quelli più fragili e preziosi, ammalarsi e andarsene in silenzio, soli, lontano dai nostri occhi.

Abbiamo visto estinguersi una generazione di anziani, molti dei quali erano stati testimoni degli orrori della dittatura fascista e protagonisti della lotta di liberazione.

Abbiamo visto le bare allungarsi in file interminabili, nelle camere mortuarie degli ospedali, nelle navate delle chiese, nei magazzini un tempo dedicati alle nostre attività.

Abbiamo visto i camion militari sfilare lenti sulle nostre strade per portare via i nostri morti, perché qui non c’era più posto per tenerli.

Abbiamo visto seppellire i nostri morti senza un funerale, senza un fiore, senza il calore di una partecipazione umana.

Abbiamo visto le nostre aziende rallentare, fermarsi, chiudere i battenti, sospendere l’attività nella speranza di poter ripartire, sapendo che potrebbe anche non accadere.

Abbiamo visto persone perdere il lavoro, il sostentamento economico, gli affetti.

Abbiamo visto qualcuno che ha smarrito la propria identità, persino la propria dignità.

Abbiamo visto la nostra libertà, la nostra democrazia, la nostra società occidentale – condizioni di normalità che abbiamo sempre dato per scontate, e che invece erano state pagate a tanto caro prezzo – venire sospese, congelate, messe in discussione, annichilite da un virus microscopico, insidioso, sconosciuto, subdolo, e per molti letale.

Siamo sgomenti. Siamo preoccupati. Siamo spaventati. Siamo impotenti.

Anche oggi, che è il Giovedì Santo, all’inizio del Triduo Pasquale, abbiamo di fronte la Passione e la Morte, e fatichiamo a guardare alla Risurrezione.

Ma abbiamo visto anche altro.

Abbiamo visto le persone affacciarsi alle finestre.

Abbiamo visto le persone parlare e interessarsi del destino quotidiano dei loro vicini.

Abbiamo visto le persone sostenersi a distanza, disegnare arcobaleni, cantare canzoni.

Abbiamo visto i medici, gli infermieri, il personale sanitario donarsi con generosità per aiutare chi soffre, a rischio della propria pelle.

Abbiamo visto i volontari, le forze dell’ordine, i lavoratori delle filiere che sostentano la nostra esistenza spendersi con grande impegno per tener viva la rete sociale che ci protegge.

Abbiamo visto i lavoratori impossibilitati a uscire industriarsi per lavorare da casa, a distanza.

Abbiamo visto i maestri, i professori, i musicisti, i poeti continuare da casa la loro meravigliosa azione di educare e arricchire i nostri giorni.

Abbiamo visto i sacerdoti, i religiosi e le religiose di ogni confessione pregare Dio – con qualunque nome ciascuno lo chiami – affinché ci aiuti e ci sostenga in questo momento di smarrimento.

Abbiamo visto gesti di generosità, di solidarietà, di condivisione.

Vedendo tutto questo, abbiamo imparato.

Abbiamo imparato che siamo fragili, deboli, mortali anche quando ci sentiamo onnipotenti.

Abbiamo imparato che le cose davvero importanti si apprezzano di più quando vengono a mancare.

Abbiamo imparato che ciascuno di noi, anche il più piccolo e il più apparentemente insignificante, è importante.

Abbiamo imparato che non possiamo essere felici da soli.

Abbiamo imparato a sorridere con gli occhi.

Abbiamo imparato che abbiamo bisogno di umanità.

Imparando, abbiamo fatto delle promesse.

Abbiamo promesso di ricordare ciò che è stato.

Abbiamo promesso di guardare alla lezione del nostro passato per guidare consapevolmente il futuro.

Abbiamo promesso di impegnarci a scegliere il bene, a lottare per il bene.

Abbiamo promesso di lavorare perché ciascuno abbia la sua parte di bene.

Abbiamo promesso di essere persone migliori.

Care amiche, cari amici: abbiamo vissuto momenti terribili, abbiamo sperimentato sentimenti contrastanti, come i nostri padri, settantacinque anni fa.

Un giorno questo inferno finirà, e come Dante, torneremo “a riveder le stelle”.

Porteremo con noi quel che abbiamo visto e quel che abbiamo imparato.

E potremo dimostrare di essere all’altezza delle nostre promesse.

Toccherà a noi fare ciò che i nostri padri fecero allora: avere il coraggio di investire tutti noi stessi sulla libertà, nella libertà, per la libertà.

Perché nessuno resti solo.

Perché nessuno resti indietro.

Perché ciascuno possa essere felice.

Buona Pasqua di Risurrezione. Buona Pasqua di Liberazione.

Associazione Fiamme Verdi, Brescia

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Pubblicati on line i «Quaderni del ribelle»

In preparazione alle celebrazioni per il Settantacinquesimo Anniversario della Liberazione, l’Associazione “Fiamme Verdi” Brescia mette a disposizione in formato digitale la ristampa anastatica dei «Quaderni del ribelle», che idealmente completano le serie complete di «Brescia Libera» e de «il ribelle» (1943-1945), già disponibili dal 2017 sul sito www.il-ribelle.it.

Gli undici preziosi «Quaderni» sono consultabili e scaricabili (http://www.il-ribelle.it/quaderni/) nella versione PDF ad alta risoluzione impiegata per la ristampa cartacea del 2018 promossa dall’Associazione “Fiamme Verdi” in collaborazione con l’Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, con il patrocinio della Federazione Italiana Volontari della Libertà e della Provincia di Brescia; nello stesso formato possono essere letti e scaricati anche i numeri di «Brescia Libera» e de «il ribelle» (http://www.il-ribelle.it/numeri/). Un particolare ringraziamento a Danilo Aprigliano per aver curato la parte tecnica.

Il sito mette anche a disposizione una breve Storia de «il ribelle» (http://www.il-ribelle.it/storia/), accompagnata da una Guida alla lettura de «il ribelle» (http://www.il-ribelle.it/guida-ribelle/) e da una Lettura tematica dei «Quaderni del ribelle» (http://www.il-ribelle.it/guida-quaderni/), entrambe opera di Rolando Anni dell’Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea.

In una stagione come quella in cui stiamo vivendo, segnata dal costante riemergere di rigurgiti d’intolleranza fascista – si legge nella premessa alla ristampa – i semplici fogli di questi «Quaderni» propongono una risposta valoriale e nonviolenta al risollevarsi di atteggiamenti d’intolleranza, di rivendicazione sovranista, di egoismo sociale e politico, di ricerca del capro espiatorio da abbattere a ogni costo, che furono il primo nutrimento del fascismo.

Una risposta che – ieri come oggi – è prima di tutto morale, ma che si propone di essere programmatica, per aiutare a costruire un futuro che tenga ben salde le sue radici nell’antifascismo e nell’amore per la libertà, valori che ispirarono il pensiero e l’azione delle donne e degli uomini del nostro migliore passato, che si chiama – ora e sempre – Resistenza.

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