“Fiamme Verdi in Mortirolo” ritorna il 5 settembre 2021

Anche quest’anno l’Associazione “Fiamme Verdi” di Brescia torna sui luoghi simbolo della propria identità partigiana, salendo sui “monti ventosi” della Valcamonica per il tradizionale appuntamento “Fiamme Verdi in Mortirolo”, in memoria dei Caduti per la Libertà.

Domenica 5 settembre 2021, a partire dalle ore 9:30, la chiesetta di San Giacomo in Mortirolo (comune di Monno) sarà la consueta cornice suggestiva della cerimonia, che ricorda le due battaglie campali combattute tra il febbraio e il maggio 1945. Dopo la Santa Messa celebrata dal cappellano delle FF.VV., mons. Tino Clementi, Fausta Gulberti terrà l’orazione ufficiale a nome dell’Associazione “Fiamme Verdi”.

Nel pieno rispetto della vigente normativa per il contenimento della pandemia da COVID-19, la cerimonia si svolgerà adottando tutte le cautele prescritte; i partecipanti sono quindi pregati di dotarsi di mascherina e di gel disinfettante per le mani e di osservare scrupolosamente le indicazioni sul distanziamento che saranno fornite in loco.

Qui di seguito trovate l’invito con il programma dettagliato:

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Inaugurato a Villa di Tirano il “Giardino della Memoria”

Il 2 giugno 2021 a Villa di Tirano si è inaugurato con una sobria ma partecipata cerimonia il “Giardino della Memoria”. La cerimonia prende le mosse dalle parole di Julius Fucik, vittima del regime nazista:

Vi chiedo solo una cosa se sopravvivete a questa epoca non dimenticate. Non dimenticate né i buoni né i cattivi. Raccogliete con pazienza le testimonianze di quanti sono caduti per loro e per voi.

Il “Giardino della Memoria” nasce per trasmettere l’impegno, l’onore e l’onere di insegnare e ricordare quel che è stato. La sua costruzione è stata voluta dal Comune di Villa di Tirano, dall’Ecomuseo della Resistenza in Mortirolo, dall’Associazione Fiamme Verdi, dall’Istituto comprensivo di Teglio e  dalla Scuola secondaria di primo grado di Villa di Tirano; nasce anche con il patrocinio dell’ANPI, dell’Associazione Carabinieri e Finanzieri in congedo, dell’ANEI di Valle Camonica, dei sindacati CGIL-CISL-UIL, delle ACLI Lombardia, dell’IsREC di Sondrio, dell’AREC di Brescia e degli Alpini di Valle Camonica, di Tirano-Aprica-Corteno Golgi e della sezione Fanti di Aprica-Edolo.

All’inaugurazione del giardino della memoria, hanno partecipato autorità militari, civili e religiose, a testimonianza del sacrificio e dell’impegno di tutti coloro che negli anni 1943-1945 diedero il loro fattivo contributo di quanti oggi, quindi anche noi, con la nostra presenza, sosteniamo il dovere della memoria, rinnoviamo i valori, nell’anniversario della proclamazione della Repubblica il 2 giugno, rinnoviamo i valori che furono dei nostri padri e oggi ci appartengono e che dobbiamo sentire come patrimonio comune.

Ecco alcune immagini della manifestazione:

Ricordando don Carlo Comensoli al Sacrario di “Santa Maria del Ribelle”

Giovedì 3 giugno 2021, presso la Chiesetta di Santa Maria del Ribelle (Sacrario delle Fiamme Verdi) sul Colle del Barberino, il Comitato permanente per la Celebrazione del 25 aprile di Cividate Camuno, l’Associazione “Fiamme Verdi”, l’ANPI e l’ANEI hanno ricordato la figura di don Carlo Comensoli, guida spirituale della divisione “Tito Speri” delle Fiamme Verdi in Valle Camonica, con una sobria manifestazione focalizzata nella celebrazione della Santa Messa in suffragio per i Caduti della Resistenza.

Proprio don Carlo, all’indomani della Liberazione, volle la realizzazione di questo sacrario, che racchiude le lapidi sulle quali sono incisi i nomi dei Caduti per la liberazione del nostro Paese dalle dittature fascista e nazista. Dovette insistere perché il sacrario fosse intitolato a “Santa Maria del Ribelle”, scontrandosi anche con alcune figure della gerarchia ecclesiale.

Nel suo intervento commemorativo,  Fabio Branchi (ANEI) ha voluto ricordare, accanto al sacrificio dei partigiani, quello degli internati militari italiani (IMI), che dissero “no” al nazifascismo, ne rigettarono le promesse e le lusinghe e fornirono un grande contributo alla sconfitta di quei regimi sanguinari, pagando un altissimo prezzo in termini di vite umane spezzate.

Nella galleria, alcune immagini della cerimonia.

 

Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il 2 giugno, 75° Anniversario della Repubblica

2-giugno-2021Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa della Repubblica, ha inviato un messaggio ai Prefetti d’Italia, affinché se ne facciano interpreti nelle iniziative promosse a livello locale nella ricorrenza del 2 giugno:

«Cari Prefetti,
Nel 75° anniversario della fondazione della Repubblica, desidero rivolgere il mio grato saluto a ciascuno di voi e, per il vostro tramite, a tutti coloro che svolgono pubbliche funzioni nelle diverse realtà territoriali.
La comunità nazionale, che intraprende il delicato percorso verso il definitivo superamento del periodo emergenziale, celebra quest’anno la ricorrenza del 2 giugno nel segno dell’impegno collettivo per il rilancio del Paese e della ricerca di nuove prospettive di sviluppo e modernizzazione.
Nei mesi scorsi, contrassegnati dalle complesse sfide della pandemia, la sinergia tra le Istituzioni, di cui i Prefetti e gli Amministratori locali sono stati attivi promotori, è stata un punto di forza essenziale per arginare la recrudescenza del contagio e assicurare la tenuta della coesione sociale.
Se ora possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro, è soprattutto grazie alla ricchezza di risorse che il Paese ha saputo trovare o riscoprire e all’apporto unitario che ciascuno, non senza sacrificio, ha offerto.
La mia gratitudine va a ciascun cittadino che, con il proprio senso civico e il rispetto delle regole, ha dato il suo personale contributo alla lotta contro il virus. Il mio pensiero, in particolare, è per gli anziani e i giovani, radici e futuro della Nazione, che hanno subito in modo rilevante, nei propri percorsi di vita, l’impatto della crisi.
Nella Festa della Repubblica, il nostro commosso omaggio va a coloro che, ancora in molti, sono stati colpiti dal contagio e hanno perso la vita, con un carico di sofferenza che appartiene a tutta la collettività.
Della comune tensione alla ripresa, sono indice, in particolare, gli sforzi profusi sul territorio per assicurare efficienza alla campagna vaccinale, un ritorno a condizioni di normalità in ambito scolastico e il graduale riavvio di tutte le attività economiche, sociali, culturali.
Il Paese è ora di fronte ad opportunità di ampio respiro, grazie anche alle pianificazioni e agli investimenti a livello europeo.
In questa delicata fase, cruciale è il ruolo svolto dai Prefetti e da quanti esercitano una funzione pubblica, chiamati a sostenere le iniziative promosse per la ripartenza, il cui buon esito dipenderà dal contributo di tutti e dalla complessiva capacità di fare rete delle componenti istituzionali e della società civile.
Nell’anno in cui celebriamo anche il centosessantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, merita di essere richiamata la prima vocazione del Prefetto, quella di rendere prossimo alle singole comunità lo Stato, che viene “rappresentato”, reso presente, nel contesto locale. È un compito di altissima responsabilità, che svolgete a favore dell’unità e della coesione e che vi rende interpreti attenti delle istanze territoriali nonché qualificati interlocutori del sistema delle autonomie e dei cittadini.
Con l’auspicio che la Festa della Repubblica possa essere l’occasione di una rinnovata riflessione sui valori di libertà, uguaglianza e democrazia alla base della scelta repubblicana e della Carta costituzionale, punto di sicuro orientamento anche nell’attuale passaggio storico, rivolgo a voi Prefetti e a tutte le Istituzioni locali i più sentiti auguri di buon lavoro».

 Roma, 01/06/2021

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Il Presidente Mattarella

Gli scout lombardi a Provaglio Val Sabbia, sulle orme dei partigiani

Nel weekend di sabato e domenica 8-9 maggio 2021 si è svolto l’EPPPI (Eventi di Progressione Personale a Partecipazione Individuale) dal titolo “Sui monti ventosi”; un workshop con lo scopo di sensibilizzare gli scout dell’AGESCI provenienti da tutta la Lombardia sul tema della dittatura nel ventennio fascista e della Resistenza. Il campo era destinato a ragazze e ragazzi dai 16 ai 21 anni e si è svolto sul territorio del comune di Provaglio Val Sabbia, luogo di combattimenti durante la guerra di liberazione, dove sono stati uccisi molti partigiani dai nazifascisti.

L’evento è stato l’occasione per incontrare , in videoconferenza trasmessa su uno schermo, la novantenne staffetta partigiana  Elsa Pelizzari  (nome di battaglia Stella), che ha raccontato ai Rover e alle Scolte il suo contributo alla Resistenza. Nel racconto Elsa si è soffermata a ricordare non solo le azioni militari, ma anche lo spirito di libertà che guidava i partigiani.  I ragazzi hanno posto numerose domande ad Elsa che li ha spronati ad un impegno in ambito sociale e politico per continuare a portare avanti i valori della Resistenza.

Al termine della testimonianza di Elsa i ragazzi hanno incontrato Giovan Battista Guerra, sindaco del comune di Barghe e membro del direttivo provinciale delle Fiamme Verdi.

Durante la serata è stata organizzata una Veglia Rover, attività che ha lo scopo di far conoscere ai giovani scout le figure significative delle Fiamme Verdi (Laura Bianchini, Teresio Olivelli, Astolfo Lunardi e molti altri) e si è presentato il giornale clandestino “il ribelle”. Attraverso una loro elaborazione personale, i ragazzi hanno rappresentato queste figure della Resistenza e si sono trasferiti nella frazione di Cesane, località presso la quale sono stati barbaramente uccisi 10 partigiani della Brigata “Matteotti”. Alla fine della veglia, dopo un momento di preghiera davanti al monumento ai caduti, è stato suonato il silenzio.

Il giorno successivo i ragazzi si sono recati sul monte Besume, luogo dove sono stati catturati i partigiani della Brigata “Matteotti” trucidati a Cesane; in cima a questo monte don Lorenzo Bacchetta ha celebrato la Messa. I ragazzi hanno poi riflettuto sull’attualità della Resistenza e su come oggi si debba agire da “buoni cittadini”,  attraverso gli strumenti della partecipazione, dell’impegno civile e della politica, per garantire la democrazia e la libertà al nostro Paese.

Pietro Ghetti

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Ecco alcune immagini delle due giornate:

A Pratolungo per ricordare il col. Lorenzini – 23 maggio 2021

Domenica 23 Maggio 2021 alle ore 9:30, presso il rifugio di Pratolungo, una Delegazione di rappresentanti delle Associazioni Fiamme Verdi, ANPI, ANEI, insieme ai Gruppi Alpini, alle Associazioni d’Arma, con le Amministrazioni Comunali di Angolo, Darfo Boario Terme e Borno hanno reso omaggio alla memoria del col. Ferruccio Lorenzini e dei Caduti della battaglia partigiana combattuta l’8 dicembre 1943, che fu il primo scontro armato in Valcamonica di una formazione partigiana organizzata contro i nazifascisti della Repubblica di Salò.

Alla presenza dei Sindaci di Borno e di Cevo hanno posato una corona d’alloro sul monumento che ricorda Alessandro Cavalli, Mario Voltolini, i russi Ivan e Stefano, Henrik Stefanic (Stefanic), caduti durante la battaglia e Giuseppe Marino Bonassoli, René Renault, Kostantinos Jorghu, fucilati a Brescia all’alba del 1° gennaio 1944 con il Colonnello, ed insieme a loro, per ricordare e rendere omaggio a tutti i Caduti per la Libertà.

Dopo l’alza bandiera e la posa della corona si è svolto un breve ricordo di quanto avvenuto nella località l’8 dicembre 1943, al quale si è unito il ricordo del 29° anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992) nella quale persero la vita Il Giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, servitori dello Stato uccisi dalla mafia per il loro impegno per la Giustizia e la Difesa delle Istituzioni Democratiche contro la criminalità organizzata, i servizi deviati, i politici corrotti.

Anche quest’anno, insieme ai Martiri della Resistenza, si sono ricordati Apollonio Ferrari e Francesco Dovina dell’ANPI di Angolo Terme insieme a Giovanni Bettoni e Raimondo Albertinelli delle Fiamme Verdi, promotori di questa Cerimonia, della ricostruzione della malga di Pratolungo e della realizzazione del monumento.

Con un breve saluto da parte dei Sindaci presenti e la lettura della Preghiera del Ribelle si è conclusa la breve ma significativa cerimonia in onore ai Caduti.

(Luigi Mastaglia)

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Così don Carlo Comensoli ricorda nel suo diario la battaglia di Pratolungo dell’8 dicembre 1943:

È il giorno dell’Immacolata – piove e fa freddo. La nostra attenzione è richiamata dal fatto di alcune corriere cariche di fascisti armati che salgono verso Borno. Alla vigilia era arrivata notizia che un gruppo di partigiani capeggiati dal Colonnello Ferruccio Lorenzini era venuto dalla Val Trompia; attraverso la valle e a Darfo s’erano portati sui monti sopra Terzano. Con noi non vi era alcuna intesa, né avevamo ricevuto alcun avviso. Il fatto di quelle corriere di fascisti ci fa stare in sospeso e Ragnoli alle 8 se ne parte a piedi per Borno. Verso le 11 è già di ritorno. Porta notizie di sparatorie sentite e di voci imprecise circa morti e feriti. I fascisti erano saliti da Borno e da Terzano per chiudere in una morsa il gruppo del Colonnello Lorenzini e annientarlo. Giunti nei pressi di San Giovanni di Pratolungo, mercé l’opera di varie spie e traditori con a capo un certo Ghirardelli, protetti da una fitta nebbia i repubblicani iniziarono ad avanzare in ordine sparso. Si udirono alcune voci e i primi colpi d’arma automatica; il gruppo Lorenzini colto di sorpresa mentre stava facendo preparativi per uno spostamento venne accerchiato. I primi a cadere furono tre russi, un francese e un italiano che vennero di seguito orrendamente seviziati: il Tenente Voltolini Mario; Cavalli Alessandro; Stefani Enrico; Ivan (russo); anonimo (russo). Alcuni riuscirono ad aprirsi un varco approfittando della nebbia, altri si strinsero intorno al colonnello e spararono fino all’ultima cartuccia causando al nemico, secondo voci corse, la perdita di fascisti …

I catturati furono: Colonnello Lorenzini Ferruccio; Renault René; Questas Jorgu; Sbaraini Antonio; Gelmetti Ettore; Berardi Pierino; Gheda Giuseppe; Rossi Dante; Prosperi Girolamo; Castrezzati Paolo; Rallo Guido; Moneghini Mauro; Bonazzoli Giuseppe; Bartoli Vittorio; Bettoni Gian Maria; Galli Vittorio; Bottarelli Giuseppe; Bottarelli Alessandro; Mascherpa Tancredi.

I prigionieri vennero portati a Darfo in mezzo alle offese e ai dileggi di tutti i fascisti locali. Fu soprattutto il Colonnello quello che raccolse più abbondanti le percosse, gli sputi, le insolenze. Maramaldo sarebbe stato meno crudele. Le donne fasciste furono le più spietate.

Furono poi portati nelle carceri di Brescia. Di essi alcuni se la cavarono con poco. Il colonnello Lorenzini, il Bonazzoli, il Renault, Questas furono fucilati il 31 dicembre 1943. … Il tribunale speciale che li condannò era presieduto dal Colonnello Calvi.

[…] Il giorno dopo noi provvederemo a comporre, ciclostilare e diffondere nei paesi della valle il seguente volantino:

“Valligiani! Attraverso i rivoltanti episodi di bestiale ferocia avvenuti in questi giorni a Darfo e altrove, avete riconosciuto, se ancora ve n’era bisogno, il volto e l’animo del fascismo. Queste bestie che dopo aver venduto e trascinato un popolo sotto un giogo straniero, ora lo insultano e lo straziano con selvaggio furore, queste spie traditrici che per un vile interesse vendono il sangue degli innocenti, non hanno diritto di vita in mezzo al generoso popolo Camuno. Ogni fascista è un nemico in guerra. Un nemico che cerca di salvarsi dall’avversione di tutti gli onesti, terrorizzandoli, trincerato dietro fiumane di sangue sparso con rappresaglie perpetuate sugli inermi e sui prigionieri. Questi eccessi di bieco e vigliacco furore sono evidentemente le ultime convulsioni dello sciacallo presso a morire, ma ricordino i colpevoli dei massacri di Darfo e degli altri paesi, e le spie fasciste e tutti quelli che hanno manifestato la loro inumana approvazione, ricordino bene che la giustizia del popolo li saprà raggiungere e non potranno sottrarsi al meritato loro castigo. L’esercito regolare del popolo, che vuole essere italiano e libero non si lascerà sopraffare da un pugno di venduti e di traditori al riparo delle baionette straniere”.

 

 

Immagini dal 25 Aprile 2021

Pubblichiamo una galleria di immagini di questo 25 Aprile che ci sono giunte da amici e sostenitori.
Grazie a tutti e buona Festa della Liberazione! (la galleria è in continuo aggiornamento…

)

Il filmato dei giovani delle Fiamme Verdi per il 25 Aprile 2021

In occasione del 25 Aprile 2021 i giovani dell’Associazione “Fiamme Verdi” hanno realizzato questo video, per ricordare e onorare i Caduti per la Libertà. Potete visionarlo dal canale YouTube dell’Associazione cliccando sull’indirizzo https://youtu.be/OYSDlmq7YNA.

Questo il messaggio che il video si propone di trasmettere in questo 76° Anniversario della Liberazione:
 
Oggi, come settantasei anni fa, è ancora festa.
Vogliamo dire grazie alle partigiane e ai partigiani che ci hanno regalato la libertà, e con essa i Valori che stanno alla base della nostra Costituzione.
Lo facciamo con le mani, i volti e i sorrisi dei bambini e dei ragazzi, che sono il nostro futuro e la nostra speranza.
Buon 25 Aprile!
Associazione Fiamme Verdi – Brescia

Commemorazione 25 Aprile 2021 – Piazza Loggia (Comunicato stampa)

Nel 76° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, anche nella nostra città le associazioni partigiane, nell’assoluto rispetto delle disposizioni anticovid, per festeggiare degnamente questo 25 Aprile e per ricordare il sacrificio di tanti partigiani e partigiane caduti per la libertà organizzano una manifestazione presidio di natura statica alle ore 17 in piazza della Loggia.
L’unico accesso consentito alla piazza è previsto da Largo Formentone, mentre la sola uscita è prevista in via Dieci Giornate.


L’autorizzazione concessa dalla Questura di Brescia prevede la presenza massima di 180/200 persone; un segno tracciato con il gesso sul pavimento della Piazza indicherà la posizione precisa che dovrà essere assunta dai partecipanti per il rispetto del distanziamento. Volontari Anpi, Fiamme Verdi, Aned e Anei saranno presenti in piazza, a disposizione. Il programma prevede un Saluto alla città medaglia d’argento per meriti resistenziali da parte del Sindaco Emilio Del Bono e un intervento conclusivo da parte dei rappresentanti le associazioni partigiane.

Buona festa della Liberazione a tutte e tutti.
 
 
 
Ufficio Stampa 
Fiamme Verdi Brescia

La rivoluzione di “Penelope” (Laura Bianchini”

Volentieri rpubblichiamo questo testo,  di Paolo Giuntella, sulla figura di Laura Bianchini.

http://www.rosabianca.org/?p=3741

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