Più di sessanta persone hanno partecipato alla Visita a Pegognaga (MN), paese natale del Colonnello Ferruccio Lorenzini medaglia d’argento al valore Partigiano. La visita, organizzata da ANPI e Fiamme Verdi di Vallecamonica in collaborazione con il Circolo Culturale Ghislandi, il Circolo Aldo Caprani e il Comune di Malegno, aveva lo scopo di visitare il paese dove nel 1885 nacque il Valoroso Martire fucilato a Brescia 31 Dicembre del 1943 insieme a Giuseppe Marino Bonassoli, Réne Renault, Costantino Jorgiu.

1-bandiere-e-gagliardetti

Ferruccio Lorenzini, ha partecipato alla guerra di Libia ed alla prima guerra mondiale, pluridecorato. Congedato nel 1919 per riduzione di quadri, ha vissuto per anni a Bienno presso la famiglia di un suo Fratello, viene richiamato nel 1939 e a 57 anni chiede di essere messo in congedo definitivo e si trasferisce a vivere con una sorella in una frazione di Desenzano dove, dopo un diverbio con uno “squadrista” viene fermato e messo in prigione per cinque giorni per porto abusivo d’arma (era la sua rivoltella d’ordinanza), dopo questo episodio non si è più sentito sicuro. Pur essendo stato un militare di carriera, non è mai stato un sostenitore del regime fascista ed ebbe a dire “… sono stato scosso dal tragico travaglio nazionale e sfiduciato particolarmente per le continue asportazioni dei nostri beni da parte dei tedeschi. Mi sono ritirato nel mio silenzio e nel mio dolore, così ha fatto breccia nell’animo mio la necessità di un’azione mirante all’organizzazione dei Patrioti …”. Dopo l’8 settembre 1943, nel bresciano verranno costruiti i primi gruppi autonomi delle Fiamme Verdi alle quali non sarà estraneo il Colonnello Ferruccio Lorenzini. Sarà contattato dal C.N.L. con la proposta di costituire il Battaglione Vallecamonica del quale dovrà assumere il comando. Contemporaneamente si costituiranno il Valsabbia comandato da Giacomo Perlasca e il Valtrompia comandato da Peppino Pelosi, in città si formeranno le prime squadre d’azione Tito Speri organizzate da Astolfo Lunardi, Ermanno Margheriti e Luigi Ercoli. Il 2 dicembre 1943, il Colonnello, con la sua formazione, da Sella di Polaveno si trasferirà, passando per la Vallecamonica, nella Valle di San Giovanni di Terzano sopra Angolo Terme, presso la Malga Guccione e alla cascina di Pratolungo dove, l’8 dicembre il gruppo Lorenzini, grazie anche alla complicità della nebbia verrà preso tra due fuochi dai militi della Tagliamento, avvertiti e guidati da solerti spie. Dopo la battaglia di Pratolungo che ha segnato la morte di cinque Partigiani e due fascisti, il Colonnello verrà catturato con altri quattordici compagni. A Darfo verrà pubblicamente bastonato, insieme ad alcuni dei suoi. Denudato e legato mani e piedi, esposto alla berlina, agli insulti ed alle percosse dei fascisti accorsi nella pubblica piazza, verrà poi trasferito a Brescia nel castello ormai trasformato in prigione, torturato e fucilato.

1-il-gruppo

Il Sindaco di Pegognaga Dimitri Melli con l’Assessore Francesca Tellini ed Elia Scanavini Presidente dell’A.N.P.I. di Pegognaga hanno accolto i Camuni davanti al Municipio e li hanno accompagnati nella sala consiliare. Il Sindaco, dopo i saluti di rito ha ricordato la Figura del Concittadino Ferruccio Lorenzini al quale nel 2017, l’Amministrazione ha intitolato all’illustre Personaggio, il Parco della Memoria della Torretta che sarà una tappa della visita. Il Sindaco ha poi aggiunto una serie di importanti informazioni sulla comunità di Pegognaga toccata dal terremoto insieme a vaste aree dell’Emilia Romagna e sulle opere realizzate o ancora in fase di realizzazione, ha ringraziato le Associazioni che hanno voluto organizzare questo importante incontro storico/culturale e, rivolto ai numerosi partecipanti, ha ricordanto che è doveroso coltivare la memoria del passato, per onorare chi ha dato la vita per conquistare la Libertà e la Democrazia e per rispondere al pericolo di rinascita di idee e comportamenti di chiara matrice autoritaria.

Al Parco intitolato al Colonnello Ferruccio Lorenzini, subito dopo, per visitare la Torretta Simbolo della Resistenza di Pegognaga. Lo è diventata perché utilizzata dalle formazioni partigiane che ne avevano fatto centro d’incontro, di scambio di informazioni, di armi, di alimenti, di vestiario ma, soprattutto centro per la stampa (con ciclostile) di fogli informativi clandestini da distribuire alla popolazione. Ora, al suo interno sono affisse alle pareti le fotografie dei Patrioti, delle Staffette, e copie anastatiche della stampa Partigiana.

La visita prosegue al Civico Museo Archeologico di Pegognaga che fa parte del Centro Culturale Livia Bottardi Milani (tragicamente deceduta nella strage di Piazza della Loggia a Brescia), collocato in un edificio storico costruito alla fine degli anni trenta come “Casa del Fascio”.  L’efficientissimo Centro Culturale ospita Migliaia di libri che insieme alle più moderne attrezzature informatiche sono messi a disposizione di Insegnanti, Ricercatori e Studenti (per i quali sono previsti progetti didattici, percorsi tematici e laboratori pratici volti a trasmettere competenze e sviluppare manualità e creatività attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze). Nelle sale del Museo sono alloggiati reperti che sono la testimonianza archeologica di insediamenti romani rinvenuti nell’area della Pieve voluta da Matilde di Canossa, di San Lorenzo che si trova alle porte dell’abitato moderno. In una sala si trova un capitello che porta l’iscrizione “PADO PATR(I)” dedicata al padre PO.